Anna Kuliscioff,
il cui vero nome è Anja Rosenstein,
nasce in Crimea, il 9 gennaio tra il
1853 e il 1857, in una famiglia benestante
di commercianti ebrei; amante dello
studio, a circa 18 anni decide di seguire
i corsi di Filosofia presso l'università
di Zurigo, una città posta al
centro dell’Europa con facoltà
universitarie, anche tecniche, aperte
alle donne e in cui si respirava una
grande libertà di pensiero e
dove Anna trova il suo ambiente ideale
e dove la sua vita comincia a contrassegnarsi
da una continua lotta per le libertà.
Costretta a rimpatriare dalla Svizzera
per ordine dello zar, aderisce alla
cosiddetta "andata verso il popolo":
è il periodo dell’utopia
rivoluzionaria, durante il quale la
Kuliscioff, come reazione al dispotismo
zarista, si convince della necessità
dell’uso della violenza nella
lotta politica. Ma nel tempo le sue
posizioni saranno sempre meno estremiste
e sempre più di matrice legalitaria
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1877
- Anna Kuliscioff abbandona definitivamente
la Russia, si stabilisce
in Svizzera: qui incontra Andrea Costa,
stabilendo da subito con lui una totale
coincidenza di idee e trasferendosi
con lui in Francia.
1878 - Arrestata,
viene espulsa dalla Francia, e si trasferisce
in Italia, dove pochi
mesi dopo è processata anche
a Firenze con l'accusa di cospirare
con gli anarchici. Nuovo trasferimento
in Svizzera. |
1880
- la Kuliscioff e Costa rientrano clandestinamente
in Italia, dove vengono
arrestati nell’aprile dello stesso
anno a Milano. Nell’agosto dello
stesso anno Anna viene scarcerata e
accompagnata al confine svizzero : si
stabilisce a Lugano fino all’anno
dopo. Rientra in Italia, raggiunge Andrea
Costa a Imola e diventa madre di Andreina.
Gli
anni ‘80 costituiscono per la
Kuliscioff un periodo decisivo e nello
stesso tempo di transizione, anche affettiva:
in questo arco di tempo si tiene lontana
dalla scena politica essendo fagocitata
dal suo ruolo di madre e dalla sofferenze
derivanti dallo stato di salute –
aveva contratto la tubercolosi a seguito
del periodo in carcere a Firenze - e
dalla solitudine provocata dalla crisi
del suo rapporto con Costa, rapporto
che Anna chiude dolorosamente
Sono questi gli anni della sua iscrizione
alla Facoltà di Medicina, dei
suoi studi, delle conseguenti specializzazioni
in ginecologia prima a Torino e poi
a Padova. |
Con
la sua tesi scopre l’origine batterica
delle febbri puerperali aprendo la strada
alla scoperta scientifica delle cause
delle morti post partum.
Anna Kuliscioff a Milano comincia la
sua attività di medico, di “dottora
dei poveri” come la chiamano i
milanesi, trovando così, non
senza difficoltà, un collegamento
tra attività professionale e
fede politica, fede politica che divide
quotidianamente con Filippo Turati,
incontrato mentre raccoglie fondi per
esuli russi e con il quale, dopo alcuni
dubbi, si lega sentimentalmente |
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Nel
1889 fonda con Turati e Lazzari la Lega
Socialista milanese.
27 aprile del 1890: in una sala gremita
al Circolo Filosofico milanese, dove
diviene la prima donna protagonista
al Circolo, tiene una Conferenza sul
tema del rapporto uomo-donna. Il tema
dell'incontro è Il monopolio
dell'uomo.
Opinione della Kuliscioff è che
solo il lavoro sociale e egualmente
retribuito potrà portare la donna
alla conquista della libertà,
della dignità e del rispetto.
1891: Nasce il
“Salotto di Anna Kuliscioff”
Trasferitasi con Filippo Turati in un
appartamento di Portici Galleria al
numero 23, trasforma il salotto di casa
in studio e redazione di "Critica
sociale": mucchi di giornali e
plichi di libri circondano Anna e Filippo
che lavorano insieme e nel salotto c'è
un piccolo divano verde dove la Kuliscioff
riceve i visitatori ad ogni ora del
giorno: personaggi della cultura, della
politica milanese, persone più
umili e le “sartine” che
trovano in Anna un'amica e una confidente.
Ma il lavoro nel salotto più
famoso di Milano viene bruscamente interrotto
l'8 maggio 1898 quando un gruppo armato
irrompe ed arresta Anna con l’accusa
di reati di opinione e di sovversione.
A dicembre viene scarcerata per indulto,
mentre il suo compagno Filippo dovrà
aspettare un anno.
1901 -
il Partito
Socialista, per tramite di Turati, presenta
al Parlamento la legge Carcano,
legge a tutela del lavoro minorile e
femminile, elaborata dalla Kuliscioff,
legge che sarà approvata . Anna
Kuliscioff è convinta dell'importanza
di trattare con il ministero di Giolitti
e spinge Turati a rompere con gli intransigenti
come Salvemini e Labriola, contrari
a ogni forma di collaborazione col governo |
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1908
- La
questione fondamentale su cui ci si
deve battere per Anna Kuliscioff:
le donne devono avere il lavoro, rendersi
indipendenti, ottenere di conseguenza
la parità dei diritti, compreso
quello del voto. I socialisti invece,
nella lotta per il suffragio maschile,
temono che allargare la richiesta a
favore del voto alle donne, rischi di
prolungare all'infinito la risoluzione
della questione. |
| La Kuliscioff,
ancora più spronata dall’atteggiamento
negativo dei socialisti e anche di Turati,
e sostenuta dal fatto che altri partiti
socialdemocratici europei hanno fatto
della questione femminile la propria
bandiera, mette tutto il suo impegno
perché il partito socialista
italiano accolga nel suo programma generale
la causa della donna |
1911 -
nasce il Comitato
Socialista per il suffragio femminile con
il contributo ed il sostegno di Anna Kuliscioff
1912- La Kuliscioff
fonda la rivista "La difesa delle lavoratrici"
a cui collaborano tutte le migliori penne
del socialismo femminile italiano, che,
sempre in casa di Anna, direttrice del giornale,
stabiliscono con successo un rapporto di
comunicazione diretta con le lavoratrici
-operaie e contadine - rendendole consapevoli
della loro condizione, dei loro diritti,
tra cui ovviamente il diritto al voto.
1912 - il governo
dice no alle donne con una legge di Giolitti.
Inizia per Anna Kuliscioff un periodo di
scoraggiamento ed è allo stesso tempo
un periodo di disorientamento anche per
gli stessi socialisti e in cui si cominciano
a intravedere le prime avvisaglie di un
movimento antisocialista e nazionalista
a tratti violento, di cui Anna, con la sua
sensibilità e lungimiranza, ne percepisce,
tutta la portata.
1925 - I fatti e la
storia danno ragione ad Anna Kuliscioff,
che scompare il 27 dicembre.
Il suo funerale – 29 dicembre 1925
- sarà accompagnato dalla violenza
per le strade di Milano, violenza scatenata
da alcuni fascisti che si scagliano contro
le carrozze, strappando drappi, bandiere
e corone.
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